San Gottardo: la via delle genti

Il documentario intitolato “La via delle genti” di Plinio Grossi, realizzato in occasione dell’apertura della galleria autostradale del San Gottardo, avvenuta nel 1980, ripercorre la storia del Passo del San Gottardo, il cui nome fu attribuito dall’arcivescovo di Milano che nel 1230 dedicò la cappella dell’ospizio all’omonimo santo.

Il valico era già conosciuto dai romani e nel 1770 rivestiva un’importante funzione all’interno dell’Europa. Era molto difficile passare il Gottardo perché era una montagna aspra, selvaggia e pericolosa. Fra Göschenen e Andermatt le gole della Schöllenen sono state per lungo tempo un impedimento. Solo all’inizio del 1200 gli urani riuscirono ad aprirsi un passaggio fra le scogliere di granito e le acque tumultuose della Reuss. La costruzione del ponte su queste gole veniva infatti leggendariamente attribuita al diavolo.

Un fortissimo sviluppo avvenne attorno al 1830 grazie alla costruzione della strada carrabile. Il decennio successivo iniziò il servizio delle diligenze. Il traffico incrementò notevolmente con l’arrivo dei veicoli motorizzati. Nel 1882 venne inaugurato il traforo ferroviario del San Gottardo e transitò il primo treno. La costruzione della nuova strada tra 1962 e il 1977 permise di trasferirvi i veicoli che prima percorrevano la tremola.

Il San Gottardo, dapprima con il passo, poi con il traforo ferroviario ed in seguito con l’autostrada, è da millenni la via che collega il meridione al settentrione. I modi per accedervi sono cambiati ma la sua funzione è rimasta immutata.

Introdurre un pedaggio pensando che tale strumento servirà a ridurre il traffico è una pia illusione. Inoltre, tale proposta non è nuova: nel settembre del 2019 Marco Chiesa depositò una mozione che non trovò l’appoggio del Consiglio federale e fu respinta dal Consiglio Nazionale nel 2021. Il traffico purtroppo è un problema: provoca colonne, inquinamento e si riversa sulle strade cantonali intasandole.

Promuoviamo allora maggiormente quello ferroviario, completando Alptransit a sud del nostro Cantone, continuiamo ad impedire a chi transita di uscire dall’autostrada e aumentiamo il costo della vignetta autostradale, che colpirebbe più incisivamente chi transita saltuariamente. Per il resto, lasciamo che il San Gottardo rimanga la via delle genti.