I decessi superano le nascite, ma la popolazione svizzera aumenta. Il numero dei decessi è da correlare all’invecchiamento della popolazione che provoca un importante aumento dei costi sanitari e la messa in discussione della sostenibilità finanziaria del nostro sistema pensionistico.
La prima sfida della politica è quella di contenere l’aumento dei costi della salute senza compromettere la qualità del sistema sanitario. L’ammontare dei premi cassa malati ha superato la soglia del dolore sopportabile da parte dei cittadini svizzeri. Credo che sia giunto il momento di investire maggiormente sulla promozione della salute e riflettere seriamente sulla creazione di una cassa malati unica per l’assicurazione obbligatoria di base.
La seconda sfida è e sarà quella di garantire un sistema pensionistico solido per le prossime generazioni. La recente riforma dell’AVS garantirà il suo finanziamento solo fino al 2030. Governo e Parlamento federale dovranno lavorare alacremente per presentare entro la fine del 2026 un progetto di stabilizzazione fino al 2040 ed effettuare una valutazione della sostenibilità del sistema attuale a medio-lungo termine. Nel frattempo sono fioccate le iniziative. Sul tavolo vi è anche quella presentata dal nostro partito svizzero, l’unica sensata che mira a eliminare l’ingiusta discriminazione delle coppie sposate rispetto alle coppie conviventi.
La denatalità è sicuramente influenzata dal fatto che uno stipendio non basta più per mantenere i familiari e che è sempre più difficile conciliare il lavoro con la famiglia. Senza interventi più incisivi volti a sostenere e promuovere la famiglia, come l’iniziativa appena lanciata dai giovani del Centro per un congedo parentale, non riusciremo ad invertire questa tendenza che comporta un saldo naturale negativo e l’esclusione di donne qualificate dal mondo del lavoro.
Senza l’immigrazione nel 2040 in Svizzera mancheranno 430mila lavoratori. A breve termine non abbiamo altra soluzione che continuare a cercarli all’estero, evitare la fuga dei nostri giovani verso altri lidi, sfruttare al meglio i lavoratori anziani e attingere dai disoccupati di lunga durata. A medio-lungo termine dovremmo invece formare noi i lavoratori che ci servono.
