C’è chi lo ammette apertamente: “Avremmo voluto pronunciare il fatidico “Si, lo voglio”, ma abbiamo dovuto considerare anche l’aspetto economico”. Decidere di non sposarsi, di non compiere questo passo così carico di significato, per ragioni finanziarie. Accade in Svizzera nel 2023. È una disparità di trattamento che va superata?
La risposta non può essere che si. In un’epoca in cui le relazioni sono spesso caratterizzate dalla transitorietà, le iniziative “Sì a imposte federali eque anche per i coniugi” e “SÌ a rendite AVS eque anche per i coniugi” lanciate da Il Centro svizzero si prefissano innanzitutto di ridare il giusto valore a questa unione e di riportarla al centro del dibattito e della cronaca.
Cos’è, davvero, il matrimonio? Oggi risulta quasi difficile rispondere. Per quanto riguarda la situazione in Svizzera in rete imperversano titoli come: “Matrimonio o convivenza: a chi conviene”; “Matrimonio o concubinato: vantaggi e svantaggi”; “Sposarsi: i pro e i contro economici”. Ho l’impressione che stiamo perdendo il senso di un rito che ha un nesso profondo con le nostre radici e la nostra identità.
Le disparità di trattamento sono ormai evidenti a tutti. Attualmente le coppie sposate hanno un’imposizione fiscale maggiore rispetto a chi convive perché i loro redditi vengono sommati e rientrano quindi in una fascia fiscale più alta. Nonostante il Tribunale federale abbia chiaramente indicato in una sua sentenza del lontano 1984 e successivamente ribadito che occorreva abolire questa incongruenza, essa permane a livello federale. Per contro i Cantoni hanno adeguato la loro legislazione fiscale.
Un’altra discriminazione è quella di limitare le rendite AVS delle coppie sposate al 150% dell’importo massimo rispetto alle coppie conviventi che possono invece ricevere il 200%, nonostante in entrambi i casi si siano versati integralmente i contributi. In un contesto economico di inflazione e riduzione del potere d’acquisto, le due iniziative sono un toccasana. Per il portafoglio, si, ma anche per il matrimonio che non può essere uno “svantaggio”.
