Era un mondo diverso? Sì. Invertiamo la rotta

“Era un mondo diverso”. Spesso sento pronunciare questa frase quando mi trovo in Leventina e mi capita di discutere, con amici di famiglia oggi in pensione, degli effetti del cambiamento climatico sulla nostra Valle. Forse più di tanti studi e indagini, colpiscono le considerazioni di chi questi mutamenti li ha potuti vivere e toccare con mano.

“Le precipitazioni nevose sotto i mille metri erano la norma e avevamo il ghiacciaio del Campo Tencia, oggi sparito. E poi, da piccoli, avevamo il nostro parco divertimenti naturale”, mi ha detto di recente un conoscente. Ovvero? Gli ho chiesto. “C’era ghiaccio ovunque, potevamo pattinare dove volevamo”.

È solo un piccolo aneddoto, un dialogo come se ne potrebbero raccontare molti. Riflessioni su un mondo che sta cambiando molto velocemente. A questo proposito, mi ha molto colpita la mostra “La memoria dei ghiacciai. Riflessi di un paesaggio che sta scomparendo”, proposta negli ultimi mesi in diverse città del Cantone. Attraverso immagini molto vocative ci ha permesso di scoprire l’evoluzione dei ghiacciai ticinesi negli ultimi ventimila anni.

La legge è uno dei più importanti oggetti in votazione degli ultimi anni. Non soltanto dal punto di vista climatico, ma anche da quello economico. Secondo uno studio di Swiss Re, la più grande minaccia per la nostra economia nel lungo termine sono proprio i cambiamenti climatici. Senza misure di contrasto, entro il 2050 i costi potrebbero raggiungere i 38 miliardi di franchi. In futuro i danni alle infrastrutture potrebbero aggirarsi intorno al miliardo di franchi all’anno, poiché le ondate di calore e gli smottamenti hanno un impatto diretto sulle nostre strade e il traffico ferroviario.

La Legge clima è moderata ed equilibrata, si focalizza su incentivi e non introduce né tasse né divieti. Ciò che la normativa si prefigge è gettare le basi per una maggiore protezione del clima. Basi che verranno concretizzate attraverso altre leggi. Gli oppositori si fissano sui presunti “costi astronomici” della decarbonizzazione del nostro sistema energetico, basandosi su cifre menzionate da alcuni studi su scenari puramente ipotetici. La realtà, infatti, è un’altra: continuare a dipendere dai combustibili fossili provenienti dall’estero non diminuirà i costi per i cittadini.

È tempo di guardare avanti e assumerci le nostre responsabilità. Il 18 giugno votiamo SÌ alla Legge clima!